Lingue per un cuore europeo – Costruzione di un’identità plurilingue e pluriculturale dell’Europa nel mondo

Silvia Minardi from Language Rich Europe partner LEND (lingua e nuova didattica), blogs on the recent conference in Turin, Italy. 

A Torino, dal 28 al 30 ottobre scorso, abbiamo noi di LEND (lingua e nuova didattica) celebrato i nostri primi quarant’anni come associazione multilingue che si batte per una scuola plurilingue nelle sue scelte curricolari. E lo abbiamo fatto con un seminario internazionale dal titolo “Lingue per un cuore europeo. Costruzione di un’identità plurilingue e pluriculturale dell’Europa nel mondo”.

Abbiamo anche celebrato i 150 anni dell’Unità d’Italia, un processo nel quale il ruolo della lingua italiana è sempre stato quello di unire il Paese e di farlo uscire da quello stato di analfabetismo generale che caratterizzava la società italiana della seconda metà dell‘800.

E la nostra festa è stata molto bella perché abbiamo potuto condividere emozioni, ricordi, progetti, idee con tanti amici di sempre con un occhio attento al futuro e alle sfide che le nuove società plurali ci mettono continuamente di fronte.

La cerimonia di apertura che ha visto la presenza di tutti i rappresentanti delle Agenzie Culturali Straniere presenti in Italia (British Council Italy, Goethe Institut, l’Ambasciata di Francia con il Bureau de Coopération Linguistique et Artistique) è stata presieduta da Jean Claude Beacco che, illustrando i progetti più recenti del Consiglio d’Europa, ci ha aiutato a guardare dentro il concetto di identità plurale che era tra le parole chiave del Seminario stesso. Le relazioni in plenaria si sono susseguite con un ritmo molto vivace e hanno visto la presenza di illustri studiosi nei loro rispettivi campi di indagine e di ricerca: Piercesare Rivoltella, Peeter Mehisto, Michel Candelier, Uwe Mohr, Hermann Funk, Monica Barni, Rita Sidoli e tanti altri. Incastonate nel programma del seminario abbiamo voluto ascoltare la narrazione di alcune persone che hanno nella loro storia individuale vissuto la pluralità di lingue, di culture, di appartenenze, di identità. Tra le relazioni hanno suscitato interesse e grande attesa i primi dati relativi alla situazione del Plurilinguismo nel nostro Paese che Martin Hope ci ha fornito in relazione al progetto LRE – Language Rich Europe. Importanti sono stati anche i lavori che docenti lend e non solo hanno mostrato e realizzato nei laboratori del sabato pomeriggio con un pubblico attento e molto motivato di fronte ad esperienze concrete di plurilinguismo che sono state l’oggetto dei diversi laboratori.

La conclusione è stata affidata a Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, autore di un libro dal titolo “Le parole del tempo presente”.

E’ evidente che un seminario di questa portata per i temi affrontati, le domande sollevate, le emozioni e i ricordi che il compleanno di LEND ha saputo suscitare non si esaurisce con la cerimonia di chiusura e la consegna del tricolore alle responsabili del gruppo lend di Torino da parte del Presidente Nazionale. Un seminario come quello di Torino è destinato a lasciare un segno nel tempo. Come tanti altri seminari lend, anche questo non passerà senza aver provato a cambiare le cose in questa scuola sempre più grigia e sempre meno plurilingue.

www.lend.it

Berlusconi: “The man who _____ed an entire country”

I was just reading the online version of The Economist, and was, as always, on the lookout for any language related articles. Johnson, a  blog named after the dictionary-maker Samuel Johnson, features pieces by Economist correspondents  who write about the effects that the use (and sometimes abuse) of language have on politics, society and culture around the world. It has inspired some of my blog posts in the past.

The 10 June 2011 article is titled “The man who _____ed an entire country” and it refers to the cover of this month’s Economist (Europe edition) where the missing word is “screwed” (see image below).

The cover of this month's The Economist (June 2011, Europe edition).

The cover of this month's The Economist (June 2011, Europe edition).

“Screwed”  in English has a double meaning and in discussions of the cover in various media outlets, in other languages, editors are grappling with what word to use to effectively translate the title. For our Language Rich Europe project we had similar debates on whether to translate the project title.

The author concludes “There must be other languages that have a double-duty word that can translate this, but I can’t think of one right now”. So far 102 commentators have tried to help out with their suggestions!

The full post is here: http://www.economist.com/blogs/johnson/2011/06/translation&fsrc=nwl

Jonathan Brennan (Aptalops).